Il sito dell'Architetto Antonio La Spina mostra una panoramica delle esperienze e il know how acquisiti nei campi dell'edilizia, del design e dell'allestimento. Raccoglie inoltre lavori cui ha partecipato in associazione con l'Architetto Romina Munizzi nel biennio 2002-2003, nonché lavori eseguiti in collaborazione con altri studi. Con il supporto di collaboratori e partners esterni é in grado di rispondere nel campo progettuale architettonico a svariate richieste di mercato.
Da un punto di vista spaziale il target è rivolto ad una semplificazione nello svolgimento delle attività quotidiane, siano esse lavorative o domestiche.
A volte senza rendercene conto viviamo in ambienti stancanti con la convinzione che spostarci continuamente da un lato all'altro del nostro spazio sia inevitabile. Una organizzazione spaziale atta a ridurre le gestualità unita ad un attento uso della luce sono la base per poter costruire un ambiente a misura d'uomo.
La progettazione del "dettaglio" è ciò che contraddistingue il suo operato.

Riportiamo di seguito alcune considerazioni su questo "elemento" spesso sottovalutato.

Il dettaglio è il particolare costruttivo che ha la funzione di sottolineare i collegamenti (giunzioni) tra materiali diversi; tra struttura e pelle; tra elementi spaziali differenti.
Nel far questo obbedisce al doppio ruolo di mediatore fra le parti e di trasferire le forze. Saper progettare un dettaglio vuol dire combinare e risolvere in uno spazio limitato problemi multidisciplinari: aver acquisito l’arte di combinare architettura e struttura in modo elegante.
Ogni particolare acquisisce una propria individualità ed appartiene ad un edificio dipendendo dall’ambiente fisico e culturale in cui è inserito. Spesso assistiamo alla presenza di dettagli sminuiti a semplici pezzi tecnici senza anima, tutti uguali per applicazioni diverse; capaci di trasmettere solo forze statiche e progettati senza distinguere elementi totalmente nascosti da altri che partecipano al nostro spazio architettonico.
In altri casi il dettaglio viene enfatizzato sconfinando nell’esibizionismo dell’ornamento o dell’alta tecnologia, rovinando l’aspetto dell’intero edificio. Anche le energie investite nella presentazione di progetti con mezzi multimediali non lasciano spazio al dettaglio spesso pensato solo per necessità costruttive con conseguente calo della qualità. Al contrario è proprio tramite il particolare che si può essere in grado di controllare (almeno in parte) la qualità dell'edificio.
Il miglior dettaglio nasce da un’attenta cura dell’insieme architettonico, passando apparentemente in secondo piano ma percepito inconsciamente. Come una radiografia ci trasmette cosa c’è all’interno dell’organismo edilizio dietro tutte quelle parti spesso invisibili.

Ipotesi sull'evoluzione dei prossimi anni.

L'architettura è uno spazio in cui viviamo, pertanto è di riflesso strettamente legata alle abitudini della società attuale. I media rappresentano la "tendenza" del nostro modo di vivere e ciò che ci allontana dal nostro essere materiale. Telefoni cellulari; computer portatili; navigatori satellitari; video conferenza ecc. ci abituano a trattenere relazioni mentre siamo in movimento: siamo in un posto ma ci sentiamo come se fossimo in un altro. Internet a sua volta ci fa muovere in una realtà virtuale, effimera come l'architettura che, adeguandosi ai nostri bisogni, diviene partecipe con edifici sempre più immateriali come in movimento ed in grado di adattarsi ai vari luoghi che di volta in volta ci fanno partecipi i media. Anche il dettaglio viene assorbito in questa realtà associato mentalmente ai componenti industriali che connotano gli strumenti multimediali. A questo punto dal dettaglio ci si aspetta anche la stessa qualità e finitura fino poi a raggiungere un accostamento legato al tatto.
Antonio La Spina